GLOSSARIO
Alanina aminotransferasi (ALT): enzima presente soprattutto a livello epatico e renale che può essere un indice diagnostico dell’epatite B.
Albumina: proteina plasmatica presente in maggiore quantità; responsabile soprattutto della regolazione del passaggio di acqua tra tessuti e sangue.
Acino epatico: unità funzionale microscopica del fegato; massa di epatociti di forma quadrata o a diamante costituita da cellule disposte intorno a piccoli rami dell’arteria epatica e della vena porta; sono importanti per la funzione epatica in quanto sono orientati intorno all’inizio dell’irrorazione sanguigna.
Acquisizione del capside: processo tramite il quale l’RNA pregenomico di HBV viene racchiuso nel capside.
Aminotransferasi: enzima marcatore di danno epatico che viene rilasciato nel sangue dalle cellule danneggiate.
Ammoniaca: prodotto tossico che si sviluppa dal metabolismo proteico.
Amplificazione del bersaglio: metodica utile all’aumento della sensibilità di rilevazione e di quantificazione del virus nei campioni ematici, essa viene attuata attraverso l’incremento del numero di molecole bersaglio (DNA).
Amplificazione del segnale: tecnica di aumento della capacità di un test di rilevare e di quantificare il DNA di HBV nei campioni ematici attraverso l’aumento del segnale ottenuto da ciascuna molecola.
Anoressia: perdita dell’appetito
Antigene del core dell’epatite B (HBcAg): proteina strutturale che costituisce il capside o core del virione di HBV; viene anche definita proteina del core (C).
Antigene e dell’epatite B (HBeAg): proteina escreta nel sangue, dalle cellule infettate con HBV; può sopprimere la risposta immune ad HBV.
Antigene di superficie dell’epatite B (HBsAg): proteina dell’involucro virale; definita anche come proteina di superficie.
Apoptosi: distruzione delle cellule geneticamente programmata all’interno della cellula stessa; meccanismo di eliminazione delle cellule in sovrannumero e/o danneggiate, viene anche definita morte cellulare programmata.
Apparato di Golgi: serie di membrane sacciformi, abitualmente localizzate vicino al nucleo e connesse al reticolo endoplasmico; è la stazione di confezionamento e di spedizione della cellula.
Ascite: accumulo di un eccesso di liquido a livello dello spazio peritoneale.
Aspartato Aminotransferasi (AST): enzima presente nel fegato, nei reni, nel cuore e nel tessuto scheletrico che fa parte degli esami diagnostici dell’epatite B.
Arteria epatica: vaso sanguigno che trasporta sangue ossigenato dall’aorta al fegato; fornisce il 30-40% circa del flusso sanguigno epatico.
Autolimitante: riferito ad una malattia che tende a cessare dopo un periodo di tempo definito.
Bile: liquido secreto dal fegato, immagazzinato nella cistifellea e rilasciato nel piccolo intestino dove favorisce la digestione dei grassi.
Bilirubina: principale pigmento biliare derivato dal catabolismo dell’emoglobina.
Branched-Chain DNA assays-bDNA assays: metodica per l’amplificazione del segnale utilizzata per la valutazione quantitativa di HBVDNA.
Canalicoli biliari: piccoli canali intercellulari che ricevono la bile secreta dalle cellule epatiche e la trasportano ai dotti epatici.
Capside virale: strato protettivo di molecole proteiche che circonda l’acido nucleico virale.
Carcinoma epatocellulare (HCC): tipo di neoplasia epatica.
Cellule di Kupffer: cellule che rivestono i sinusoidi epatici e che rimuovono dal sangue i batteri, i globuli rossi danneggiati ed altre particelle estranee.
Chemioluminescenza: emissione di luce prodotta da una reazione chimica.
Cirrosi: malattia in cui la fibrosi altera la normale struttura del fegato; caratterizzata da segmenti di rigenerazione epatocitaria circondati da tessuto fibroso cicatriziale.
Cirrosi compensata: condizione in cui, nonostante la cirrosi, la funzionalità epatica risulta adeguata per molti anni.
Cirrosi scompensata: situazione in cui, in corso di cirrosi, la funzionalità epatica risulta alterata.
Citopatico: che causa un danno cellulare.
Cistifellea: sacco a forma di pera attaccato alla superficie inferiore del fegato attraverso il dotto cistico.
Coagulopatia: disturbo della coagulazione del sangue.
Collagene: proteina dura simile ad una corda.
Complemento: gruppo di proteine che stimolano la fagocitosi, l’infiammazione e la distruzione delle cellule.
Corpi acidofili: cellule necrotiche rosa scuro, piccole, dense, visibili al microscopio su un campione di tessuto prelevato con la biopsia epatica e colorato con l’eosina.
C/P mRNA: RNA messaggero genomico, con una doppia funzione, che contiene geni che codificano per HBcAg e per la polimerasi virale e serve da stampo per la sintesi del DNA virale; viene anche definito RNA pregenomico.
Degenerazione: abnorme ed eccessivo accumulo di acqua all’interno degli epatociti.
Degenerazione balloniforme: abnorme accumulo di acqua all’interno degli epatociti.
Degenerazione schiumosa: abnorme accumulo di bile all’interno degli epatociti.
Delezione: mutazione in cui una coppia di basi del DNA viene rimossa dal gene.
DNA circolare covalentemente chiuso (covalently closed circularDNA - cccDNA):
DNA circolare in cui entrambe le catene sono chiuse o non interrotte.
DNA complementare: DNA monocatenario che è complementare all’RNA messaggero (due basi sono sempre complementari tra loro).
DNA polimerasi: enzima che catalizza la formazione di DNA usando come stampo una catena di DNA.
Dotto biliare comune: dotto biliare formato dall’unione del dotto cistico e del dotto epatico comune, si svuota nell’intestino tenue.
Dotto cistico: dotto che trasporta la bile alla cistifellea; unito al dotto epatico comune, forma il dotto biliare comune.
Dotto epatico comune: dotto biliare formato dall’unione dei dotti epatici destro e sinistro.
Dotti epatici: strutture attraverso cui si ha il drenaggio della bile dal fegato.
Edema cerebrale: abnorme accumulo di liquido nel tessuto cerebrale.
Emoglobina: proteina contenente ferro che trasporta ossigeno ed anidride carbonica ed è contenuta all’interno dei globuli rossi.
Emolisi: distruzione dei globuli rossi.
Encefalopatia epatica: alterazione della funzione cerebrale dovuta all’accumulo di sostanze tossiche quale conseguenza di una insufficienza epatica; caratterizzata da turbe della coscienza, perdita di memoria, tremore, crisi epilettiche e coma.
Edema periferico: abnorme accumulo di liquidi a livello tessutale, soprattutto alle estremità.
Endemico: riferito ad una patologia costantemente presente in una particolare area geografica.
Endocitosi: processo grazie al quale le particelle extracellulari (virus) entrano nella cellula attraverso una progressiva invaginazione della membrana cellulare, che forma una vescicola all’interno del citoplasma.
Eosina: sostanza fluorescente utilizzata per la preparazione degli esami istologici.
Epatite acuta fulminante: grave forma di epatite acuta associata ad insufficienza epatica e ad un rischio di morte elevato.
Epatite anitterica: malattia infiammatoria del fegato che non si accompagna ad ittero.
Epatite itterica: patologia infiammatoria epatica che produce ittero.
Eritema palmare: palmi delle mani di colore rosso.
Epatocita: cellula epatica.
Fattori della coagulazione: proteine plasmatiche coinvolte nella coagulazione del sangue.
Fibrosi: processo caratterizzato da una deposizione di collagene nei tessuti: si verifica in risposta ad un’infiammazione o a un agente tossico; cicatrizzazione.
Fibrosi a ponte: condizione in cui le fibre uniscono a ponte, delle regioni epatiche.
Fosfatasi alcalina (ALP): enzima presente nel tessuto epatico e osseo, nella placenta e a livello intestinale; l’incremento dei livelli di ALP, nel siero, si rileva in caso di patologie a carico del drenaggio biliare.
Gammaglutamiltranspeptidasi (GGT): enzima utilizzato come marcatore per la valutazione del danno epatico; elevati livelli di GGT si ritrovano dall’80 al 95% dei pazienti con epatite acuta.
Genoma: tutto il materiale genetico di un organismo.
Glicogeno: principale carboidrato depositato nell ‘organismo.
Hepadnaviridae: virus epatotropici (che hanno affinità per gli epatociti) a DNA; famiglia di virus correlati tra loro e ritrovati in alcuni mammiferi (marmotte, scoiattoli e scoiattoli arboricoli) uccelli (anatra di Pechino) e primati (incluse scimmie ed uomini).
HBeAg negativo: assenza di HBeAg, in presenza di anticorpi antiHBe; viene considerato un indice della risposta alla terapia.
Immunogenico: capace di stimolare la risposta immune.
Immunoglobulina G (lgG): la più importante delle molecole anticorpali circolanti, viene prodotta in risposta ad una sostanza estranea (virus); capace di lasciare la circolazione sanguigna e di penetrare nei tessuti per combattere l’infezione.
Immunoglobulina M (lgM): prima classe di anticorpi circolanti prodotti in risposta a sostanze estranee all’organismo (virus).
Infezione inapparente: Infezione acuta asintomatica: anche detta infezione subclinica.
Infezione subclinica: infezione asintomatica.
Internationai Normalized Ratio (INR): sistema di standardizzazione utilizzato per i valori del tempo di protrombina a causa della variabilità delle metodiche; permette di misurare accuratamente l’inibizione della coagulazione dovuta alla somministrazione di anticoagulanti, ma è meno accurata come indicatore dell’inibizione della coagulazione da malattia epatica.
Involucro virale: involucro esterno del virione infettivo o particella di Dane formato da proteine (soprattutto proteina S) e lipidi.
Ischemia: insufficiente apporto di sangue ad un organo o ad un tessuto.
Ittero: condizione clinica caratterizzata da un colorito giallo arancio della cute (spesso con prurito generalizzato), da una tinta giallastra delle sclere, da urine scure o francamente marroni e da feci chiare o cretacee.
Ligando Fas (Fas ligand - FasL): proteina espressa dai linfociti T citotossici quando vengono a contatto con alcuni agenti patogeni (virus); si lega ad un recettore specifico sulla superficie delle cellule infette generando segnali intracellulari che conducono alla morte della cellula.
Linfocita T CD8 di classe I ristretta del sistema HLA: linfocita T citotossico maturo che si legherà solo con le cellule che presentano l’antigene insieme alle molecole del sistema HLA di classe I.
Linfocita T CD4 di classe Il ristretta del sistema HLA: linfocita T helper maturo che si legherà solo alle cellule che presentano l’antigene insieme alle molecole di classe Il del sistema HLA.
L-nucleosidi: molecole strutturalmente simili a quelle naturali che competono per il legame con i siti attivi della DNA polimerasi.
Lobulo epatico: unità anatomica microscopica del fegato; tradizionalmente considerata l’unità funzionale del fegato.
Metodica di ibridazione: metodica di amplificazione del segnale utilizzata per rilevare e quantificare il DNA di HBV.
Molecole di classe I del sistema HLA: proteine che identificano una cellula come “self” e che si trovano in tutte le cellule dell’organismo; vengono anche dette proteine di I classe del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC).
Molecola di classe II del sistema HLA: proteina che riconosce una cellula come “self” e che si trova sulle cellule che presentano l’antigene quali i macrofagi; viene anche detta proteina di classe II del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC).
mRNA genomico: tipo di mRNA prodotto durante la trascrizione del DNA virale; comprende mRNA preC ed RNA pregenomico (C/P mRNA).
Mutazione Basal core promoter (BCP): mutazione nel segmento di DNA che controlla la trascrizione delle proteine del pre-core e del core; provoca una ridotta produzione di HBeAg.
Mutazione di interruzione: mutazione di una base del DNA che genera un segnale di interruzione della sintesi proteica.
Mutazione YMDD: mutazione specifica che si verifica nella porzione del gene P di HBV costituita da tiroxina-metionina-aspartato-aspartato (abbreviata come YMDD) e associata al sito attivo della DNA polimerasi.
Necrosi: morte cellulare.
Nucleotidi: componenti strutturali del DNA e dell’RNA; formati da una base unita ad una molecola di carboidrati e ad una di acido fosforico.
Open Reading Frame (ORF): sequenza di DNA capace di codificare per la produzione di proteine.
Parenchima: tessuto funzionale di un organo, distinto da strutture quali una ossatura o da strati fibrosi esterni che sono proprie dell’organo.
Particella di Dane: virione infettivo di HBV.
Perforina: proteina rilasciata dai linfociti T citotossici che danneggia le membrane epatocellulari, consentendo l’ingresso degli enzimi proteolitici.
Policlonale: che produce differenti tipi di cellule.
Polymerase Chain Reaction (PCR): tecnica di amplificazione del bersaglio utilizzata per rilevare e quantificare il DNA di HBV; produce milioni o bilioni di copie di un frammento di DNA in poche ore; può essere qualitativa o quantitativa.
Porta epatica: spazio attraverso cui l’arteria epatica e la vena porta entrano nel fegato e attraverso cui fuoriescono i dotti.
Portatore inattivo: paziente con persistente positività per HBsAg, ma senza segni e sintomi di malattia epatica.
PreC mRNA: mRNA genomico che contiene il gene per HBeAg.
Precore (preC): regione del core (C) gene che codifica per HBeAg.
Proteina C-Reattiva (PCR): proteina rilasciata in risposta ad una infiammazione; elevati livelli di PCR nel sangue sono indicativi di un processo infiammatorio.
Proteina del core (C): proteina strutturale del capside o core del virione di HBV; anche detta antigene del core dell’epatite B (HBcAg).
Proteine plasmatiche: tutte le proteine presenti nel sangue.
Proteina preS1: proteina dell’involucro codificata per la trascrizione delle regioni a monte del gene S; rappresenta forme altamente immunogene di HBsAg; anche nota come proteina di superficie lunga (L).
Proteina PreS2: proteina dell’involucro codificata per la trascrizione delle regioni a monte del gene S; rappresenta forme altamente immunogene di HBsAg; anche nota come proteina di superficie media (M).
Proteina ribonucleare P (P-RNP): complesso formato dalla DNA polimerasi e da RNA pregenomico.
Proteina di superficie (S): proteina dell’involucro virale; anche detta antigene di superficie dell’epatite B (HBsAg).
Proteina di superficie lunga (L): proteina dell’involucro codificata dalla trascrizione di regioni a monte del gene S, rappresenta forme altamente immunogeniche di HBsAg; viene anche definita come proteina preSi.
Proteina di superficie media (M): proteina dell’involucro codificata dalla trascrizione di regioni a monte del gene S; rappresenta forme altamente immunogeniche di HBsAg; anche nota come proteina preS2.
Proteina X: proteina virale che sembra avere una funzione essenziale, ma ancora sconosciuta, nell’infezione da HBV.
Regione a monte: regione del DNA che precede il sito di inizio della trascrizione di un particolare gene.
Reticolo endoplasmico (RE): complesso di membrane e canali situati all’interno del citoplasma; è la sede della sintesi proteica e serve da via per il trasporto di materiali da una parte all’altra della cellula.
RNA messaggeri subgenomici: categoria di mRNA prodotti durante la trascrizione del DNA virale; contiene i geni per l’involucro virale (L, M e S) e per la proteina X.
RNA pregenomico: RNA che viene utilizzato come stampo per la sintesi del DNA virale.
Setto: sottili membrane che dividono due masse di tessuto molle.
Sieroconversione: punto in cui si ha la scomparsa dell’antigene e la comparsa, in circolo, del relativo anticorpo contro l’antigene.
Sinusoidi: tunnel vascolari che attraversano il tessuto epatico; sede di sostanze nutritive, ossigeno, sostanze di rifiuto tra sangue ed epatociti.
Spider angiomata (spider Naevi): minuscoli grovigli di vasi sanguigni rotti, visibili al di sotto della cute.
Steatosi: abnorme accumulo di lipidi all’interno degli epatociti; anche detta fegato grasso.
Tempo di protrombina: esame di laboratorio utilizzato per valutare la coagulazione del sangue.
Trascrittasi inversa: enzima che crea DNA e RNA.
Trasmissione verticale: trasmissione di una patologia da una generazione all’altra.
Triade portale: gruppo di tre vasi (rami dell’arteria epatica, della vena porta e del dotto epatico) situata agli angoli del lobulo epatico (o vicino al centro dell’acino epatico).
Urea: prodotto di rifiuto formatosi durante il catabolismo delle proteine e/o dell’ammoniaca.
Urobilinogeno: prodotto dei catabolismo della bilirubina escreto attraverso i reni.
Vene centrali: vasi formati dall’unione dei sinusoidi epatici; drenano il sangue dal fegato alle vene epatiche.
Vene epatiche: vasi che trasportano sangue dal fegato alla vena cava.
Vena porta: vaso sanguigno che trasporta sangue poco ossigenato ma ricco di principi nutritivi che provengono dal tratto gastrointestinale; fornisce il 60-70% del sangue che giunge al fegato.
Virione: particella virale completa e infettiva.
Virus a DNA: virus il cui materiale genetico è costituito da DNA.